Follow the Leader

A few weeks ago during a self-development seminar, I heard an inspiring speech about the new generation of leaders. Todays’ leaders need to develop new skills and deeper awareness to fully embrace their role.

Different levels of awareness lead to different levels of leadership.

First we have what is called “TITLE LEADERSHIP“. Here the leader has a good idea, starts a business, hires people and slowly grows the business into a big company. They are usually led by emotions of DEMAND and EXPECTANCY and working for them is far from being a pleasure.

Secondly, we have the “WIN-WIN NEGOTIATE LEADERSHIP“. Here the person motivates the staff by offering some form of REWARD. People are not really committed but know they are going to win something out of that job.

Thirdly we have the “SERVANT LEADERSHIP“. Here people are led where THEY need to be. You are of service to THEM. You inspire and learn to be on a TEAM. You see everyone you meet in life as part of that team and make sure everyone’s needs are met! Here everyone feels supported and their contribution is of benefit not only to themselves but to the entire business. The leader serves the highest good of everyone invoved.

That’s the kind of leader we want to work with. That’s the leader I am committed to being.

 

FOLLOW THE LEADER

Alcune settimane fa, durante un seminario di crescita personale, ho sentito una definizione sui leader della nuova generazione che mi ha parecchio ispirata. I leader di oggi hanno bisogno di sviluppare nuove capacità e maggiore consapevolezza per poter abbracciare pienamente il loro ruolo.

Diversi livelli di consapevolezza portano a diversi gradi di leadership.

Innanzitutto abbiamo quella che viene definita la “LEADERSHIP per TITOLO”. In questo caso il leader ha una buona idea, inizia un business, assume personale e piano piano si trasforma in una grande azienda. Di solito è mosso da emozioni di PRETESA e ASPETTATIVA e lavorare per lui è tutt’altro che un’esperienza piacevole.

In secondo luogo abbiamo la “LEADERSHIP WIN-WIN”. Qui la persona motiva il proprio personale offrendo un qualche tipo di RICOMPENSA. Le persone non si sentono davvero impegnate ma sanno che da quella situazione o lavoro ne avranno un beneficio.

In ultimo c’è la “LEADERSHIP al SERVIZIO”. Le persone sono condotte sulla strada che  hanno bisogno di percorrere. Il leader è al LORO servizio ed è fonte di ispirazione continua per la SQUADRA da cui sente di poter anche imparare. Quando diventi leader al servizio inizi a vedere qualunque persona che incontri nella vita come una persona che fa parte della tua squadra e ti assicuri che i loro bisogni siano sempre soddisfatti! In questo ambiente le persone si sentono sostenute e sanno che il loro contributo sarà di aiuto non solo a sé stessi ma  all’intero business. Il leader è al servizio del massimo bene di tutte le persone coinvolte.

Questo è il tipo di leader con cui vogliamo lavorare. Questo è il leader che mi impegno a diventare.

2 thoughts on “Follow the Leader

  1. In questi mesi più che mai la parola sulla quale torno più spesso è ‘serietà’ e la collego intimamente al tuo ragionamento di leader. Credo dobbiamo tutt* riappropriarci della cultura della ‘serietà’ che è ben altro da qualcosa di noioso e freddo, percezione che vedo comune e diffusa. ‘Ma come sei serio!’ basti come esempio del classico luogo comune. A volte ritengo che ci si approcci in questo modo per non dover affrontare i veri problemi, le responsabilità, anche solo perchè non ci si reputa all’altezza e si preferisce fare un polverone per confondere le cose e sviare la vera questione. Perchè abbiamo perso la cultura di saper riconoscere i propri limiti, cosa che di per se sono ben altro che un problema, i limiti ci ‘definiscono’, ma li viviamo sempre e solo con accezione negativa piuttosto che saper cogliere l’occasione di riconoscerli, e aprirci all’ascolto e ad imparare. Ed estenderli.
    Invece per cultura li neghiamo e produciamo a noi stessi danni incredibili.
    Bene, credo che la figura che tu hai descritto e con la quale àuguri di lavorare sia una persona responsabile e seria innanzitutto. Anche se ho un po’ i brividi a usare la parola leader che nella visione comune rimanda a uno che sta sopra e guida gli altri, ma so che lo intendi in un’accezione ben più ampia.
    Condividerei infine una riflessione che porto avanti da un po’ riguardo al servizio, anche qui relegato a una visione restrittiva, ovvero di subordinazione nell’ottica sopra-sotto, superiore-inferiore. In realtà la potenza della parola servizio arriva dal suo etimo che la associa a ‘serbare’ ovvero a conservare, ovvero mantenere e proteggere qualcosa per il futuro.
    Che è l’energia alla base dello spirito di servizio. Merce rara di questi tempi e che distingue un vero ‘leader’ come dici tu.
    Spero di leggere un ricco e certamente non banale (siamo su Francesca’s way!) dibattito. Besos!

    • Grazie per il tuo bellissimo commento Andrea. Condivido tutto e confermo che la mia idea di leader non ha nulla a che fare con la comune accezione di subordinazione e comando. è piuttosto un ruolo che richiede grande umiltà, capacità di ascolto e di sapersi mettere in discussione sempre. Richiede il dono di non sentirsi mai arrivati e di aver voglia di imparare da chi ci sta intorno senza sentirsi minacciati. Doti rare, ahimé, ma resto positiva e sapendo di non poter cambiare il mondo…scelgo di cambiare me stessa, al meglio delle mie possibilità. un abbraccio grande xx

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